Il Parlamento italiano approva il primo Piano strutturale di bilancio a medio termine (1/2025)

Il 30 aprile 2024 è entrata in vigore la riforma del Patto di stabilità di crescita (regolamenti (UE) 2024/1263 e 2024/1264, direttiva (UE) 2024/1265).

Il fulcro del nuovo quadro di governance economica è rappresentato dal Piano strutturale di bilancio a medio termine (PSBMT). Il Piano è presentato dallo Stato membro alle istituzioni europee ed è approvato dal Consiglio con raccomandazione, a sua volta previa raccomandazione della Commissione europea. Il PSBMT contiene gli impegni assunti da uno Stato membro in materia di spesa, riforme e investimenti per un periodo che, almeno di regola, coincide con la durata della legislatura nazionale.

Ai sensi dell’art. 11 del Regolamento (UE) 2024/1263, nell’elaborazione del PSBMT gli Stati membri – conformemente al proprio quadro giuridico nazionale – possono prevedere, oltre a forme di consultazione della società civile e dei portatori di interessi, anche modalità di coinvolgimento del Parlamento nazionale.

 

In assenza di una specifica revisione dei Regolamenti parlamentari volta a dare attuazione a quest’ultima previsione, sia la Camera dei deputati, sia il Senato della Repubblica hanno esaminato il primo Piano strutturale di bilancio a medio termine applicando le regole procedurali attualmente previste per l’esame del DEF (art. 118 Reg. Cam.; art. 125-bis Reg. Sen.). Le Camere hanno così espresso il sostegno al Piano con due risoluzioni “gemelle”, entrambe approvate il 9 ottobre 2024.

Nel corso della seduta della 4° Commissione permanente del Senato del 28 novembre 2024, il Presidente della Commissione ha dato conto del c.d. “Pacchetto d’autunno” presentato dalla Commissione europea il precedente 26 novembre. Tale pacchetto comprende la valutazione dei Piani strutturali di bilancio a medio termine nonché dei Documenti programmatici di bilancio (DPG) presentati dagli Stati membri. Con riferimento all’Italia, la Commissione europea ha valutato positivamente il PSBMT e il DPG, dando il via libera ad una proroga del periodo di aggiustamento a fronte di specifici impegni di riforma e investimenti.

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