Nella seduta del 7 maggio 2025, la 4ª Commissione permanente del Senato ha concluso l’esame della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 92/43/CEE del Consiglio per quanto riguarda lo status di protezione del lupo (Canis lupus) (COM(2025) 106.
Il progetto di atto normativo si propone di declassare la protezione del lupo, spostandolo dal rango di “specie rigorosamente protette” a quello di “specie protette”. Tale modifica permetterebbe agli Stati membri una gestione più flessibile, con possibilità di prelievi regolamentati per contenere i conflitti con le attività umane, soprattutto la zootecnia. La proposta è motivata dal forte aumento della popolazione di lupi negli ultimi anni e dai conseguenti impatti socioeconomici. Il Governo italiano aveva espresso un giudizio positivo, ritenendo necessario bilanciare tutela ambientale e riduzione dei danni agli allevamenti. Durante le audizioni sono emerse sia posizioni favorevoli (per la flessibilità gestionale), sia contrarie (per la presunta mancanza di basi scientifiche e il rischio di caccia indiscriminata).
La Commissione permanente del Senato – a maggioranza – ha giudicato la proposta conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Tuttavia, la risoluzione approvata ha raccomandato l’adozione di meccanismi indennitari adeguati per compensare i danni al settore zootecnico derivanti dall’aumento dei lupi.
Il Gruppo del Movimento Cinque Stelle ha presentato una risoluzione alternativa sostenendo che l’iniziativa legislativa della Commissione europea violasse il principio di sussidiarietà a causa dell’assenza di una solida giustificazione scientifica oltreché di una valutazione d’impatto che esplorasse soluzioni alternative. Tale proposta di risoluzione ha contestato altresì la proporzionalità dell’intervento, ritenendo più adeguate misure preventive con adeguata assistenza e indennizzi.
