di Giorgia Berrino
SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. I crimini di guerra contro i beni culturali nello Statuto della Corte penale internazionale: tecnica di incriminazione e fattispecie rilevanti. – 3. L’adeguamento incompiuto dell’ordinamento italiano allo Statuto di Roma e le sue conseguenze. – 4. Una selva di norme? La legislazione italiana per la repressione dei crimini di guerra contro i beni culturali. – 4.1. Le previsioni del codice penale militare di guerra. – 4.2. La disciplina extracodicistica prevista dalla l. n. 45 del 16 aprile 2009. – 4.3. Le nuove disposizioni introdotte nel codice penale a tutela dei beni culturali. – 5. Le (abortite) prospettive di riforma. – 6. Osservazioni conclusive
The paper examines the capacity of the Italian legal system to ensure the repression of war crimes against cultural property as provided for by the Rome Statute of the International Criminal Court. After recalling and analysing the relevant provisions of the Rome Statute, it highlights the shortcomings of the current Italian legislative framework. Although Italian law includes several provisions that may be used to prosecute war crimes against cultural property, their application is marked by fragmentation, overlaps, and interpretative uncertainty. The paper ultimately advocates for the full implantation of the Rome Statute by Italy, which, by overcoming the existing normative dispersion, would guarantee substantively effective criminal protection.
Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.
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