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I Comitati interministeriali nella struttura policentrica del Governo

di Giuseppe Mobilio

SOMMARIO: 1. Introduzione: i Comitati interministeriali e il problema della loro ammissibilità costituzionale. - 2. I Comitati interministeriali negli incerti equilibri tra gli organi necessari del Governo. - 2.1. I rapporti tra Comitati interministeriali e Consiglio dei Ministri: i tentativi di conciliazione attraverso i possibili inquadramenti teorici. - 2.2. I rapporti tra Comitati interministeriali e Presidente del Consiglio: reciproco rafforzamento o indebolimento?. - 2.3. I rapporti tra Comitati interministeriali e singoli Ministri: le possibili distorsioni della par condicio e dell’autonomia ministeriale. - 3. La prassi dei Comitati interministeriali nella XVII legislatura. - 3.1. Comitati interministeriali e capacità di adattamento ai mutamenti di contesto. - 3.2. Il problema della “identità” dei Comitati interministeriali. - 3.2.1. Le funzioni più marcatamente programmatorie. - 3.2.2. Le funzioni di amministrazione attiva. - 3.3. I Comitati interministeriali nella trama dei rapporti tra livelli istituzionali di governo. - 3.4. I Comitati interministeriali nella continua tensione tra esigenze di collegialità... - 3.5. (segue) ed esigenze di rafforzamento monocratico. - 3.6. La dipendenza dei Comitati interministeriali dalle politiche di settore. - 4. Spunti ricostruttivi e considerazioni conclusive. - 4.1. I Comitati interministeriali come indicatori della ridotta centralità del Consiglio dei Ministri. - 4.2. (Segue) i riflessi sul piano strutturale dell’evoluzione della nozione di indirizzo politico. - 4.3. I Comitati interministeriali e gli equilibri tra le loro componenti interne.


The paper focuses on the Committees of Ministers and their relevance inside the constitutional structure of Italian Government. In particular, it analyses some problems deriving from the relationships between Committees of Minsters and bodies that the Constitution considers as necessary components of Government, i.e. Prime Minister, Ministers and Council of Ministers. The paper verifies the validity of the principal, theoretical reconstructions on Committees of Minsters looking at the praxis and the diffusion of these institutions, with particular regard of the XVII Legislature. In conclusion, the paper proposes a different theoretical reconstruction for the Committees of Minsters due to the new equilibrium between the necessary components of Government above mentioned, the importance of Committees of Minsters in policy-making processes, and the flexibility of Government’s organisation.

La vitalità del Parlamento nella scansione temporale del procedimento legislativo: un aspetto del sistema inglese spesso trascurato nel dibattito sulle riforme in Italia

di Arianna Carminati

SOMMARIO: 1. Premessa. I tentativi di semplificazione del procedimento legislativo italiano a confronto con la ge-stione del “fattore tempo” nel Parlamento di Westminster. – 2. Il dominio del Governo sulla Camera dei comuni “stretto nelle maglie” della sessione legislativa. – 3. Un primo ridimensionamento, nella prassi, dei poteri del Governo in Parlamento: la contrattazione dell’organizzazione dei lavori attraverso gli usual channels. – 4. La programmazione dell’attività legislativa annuale indotta dai ristretti confini temporali della sessione. – 5. L’anticipazione dell’esame parlamentare attraverso il pre-legislative scrutiny. – 6. Il forte potere di freno esercitabile dalla Camera dei Lord. – 7. L’allentamento dei vincoli della ses-sione legislativa: la carry over motion. – 8. La perdurante vitalità del Parlamento di Westminster e la prospettiva di un ridimensionamento del ruolo-guida del Governo. – 9. La limitata visione, in chiave meramente “efficientista”, del Parlamento di Westminster come fonte d’ispirazione delle riforme italiane.


The recent proposal of the Constitutional reform, defeated by the referendum vote of the 4th December 2016, was based on the assumption of a structural (rather than political) weakness of the Italian parliamentary system, due to the lack of effective power in favour of the Government over the parliamentary agenda. In particular, the reform aimed at speeding up the decision-making process by affecting, at the same time, the bicameralism and the management of the timing of the legislative process. Indeed, despite a variety of reforms over the years, both central-right and central-left parties, but many scholars too, still complain the absence of legal rules and structures provided in other mature democracies, thus emphasising in particular the distance with the UK Westminster model, where the Cabinet acts as the “leading Committee of Parliament” to enhance its policies. Nevertheless, it seems that these proposals are based on a misunderstanding of the nature and effects of procedures and practices of UK Parliament, focusing only on the very strong formal powers available to the Whitehall Cabinet in the law-making process, ignoring the practical ability of the two Houses to delay government legislation, thereby representing considerable institutional and political limitations. This article considers the various rules and practices that determine the organization of parliamentary time in Westminster, in order to provide a more comprehensive understanding of the elements that, taken together, give rise to a substantial form of constitutional constraint.

Lo “spazio” dei regolamenti parlamentari nelle riforme istituzionali

di Giuditta Brunelli

SOMMARIO: 1. Riforma dei regolamenti e funzionamento della forma di governo. – 2. La peculiare autonomia della fonte regolamentare: le ambiguità dell’ord. n. 149/2016. – 3. Alcune ipotesi in discussione: disciplina dei gruppi parlamentari, procedure unitarie inter-camerali, “specializzazione” funzionale delle due Camere, revisione del procedimento legislativo. – 4. Una sfiducia costruttiva “regolamentare”? Le difficoltà di una proposta.


The essay analyzes the most recent proposals of reforms in the Parliamentary rules, focusing on the function of control, the legislative process and the role of Government.

L’incidenza del nuovo regime europeo in tema di rapporti patrimoniali tra coniugi e parti di unioni registrate sull’ordinamento giuridico italiano e le interazioni con le novità introdotte dal d.lgs. 7/2017 attuativo della cd. legge Cirinnà

di Ornella Feraci

SOMMARIO: 1. Introduzione: verso un “doppio binario” giuridico per la disciplina dei regimi patrimoniali delle coppie in-ternazionali. – 2. Delimitazione dell’ambito di applicazione ratione materiae dei regolamenti europei … – 2.1. … e problemi di ri-qualificazione delle unioni same-sex costituite all’estero nell’ambito dell’ordinamento giuridico italiano alla luce del D.lgs. 7/2017 – 3. Il campo di applicazione ratione temporis dei due strumenti e la disciplina transitoria. – 4. Il futuro regime internazional-privatistico in tema di rapporti patrimoniali tra coniugi e unioni registrate: tra elementi di continuità e discontinuità. – 4.1. Legge applicabile: il superamento dell’omogeneità di disciplina tra rapporti personali e rapporti patrimoniali. – 4.1.1. L’optio legis in favore dei coniugi e delle parti di un’unione registrata. – 4.1.2. I nuovi criteri di collegamento oggettivi applicabili in mancanza di scelta. – 4.1.3. La tutela dei diritti dei terzi. – 4.1.4. La nuova disciplina europea rispetto ad alcune questioni generali: in particolare, il rinvio e la rilevanza degli ordinamenti plurilegislativi. – 4.2. Giurisdizione: la vis attractiva della giurisdizione in materia successoria e matrimoniale. – 4.2.1. Altri titoli di giurisdizione uniformi. – 4.2.2. Il coordinamento tra giurisdizioni degli Stati membri partecipanti (litispendenza e connessione). – 4.3. Riconoscimento ed esecuzione delle decisioni straniere: il nuovo regime di circolazione delle decisioni (e degli atti pubblici) ispirato al regolamento “Bruxelles I”. – 5. Considerazioni conclusive.


The article analyzes the two recent EU Regulations implementing enhanced cooperation on jurisdiction, applicable law and recognition and enforcement of foreign judgments in matters of matrimonial property regimes and property consequences of registered partnerships (respectively, Regulation (EU) No 2016/1103 and Regulation (EU) No 2016/1104). The new legal regime shall apply as from 29 January 2019 only in the 18 participating Member States, included Italy, and it will mark a new important step in promoting the mobility of international couples in Europe. This essay illustrates both instruments from the perspective of the Italian legal order, as to highlight how the new European legislation will affect the Italian system of Private International Law (law 218/1995). The resulting scenario will be fragmented and quite complicated. In fact, the impact of the new European regime should also be coordinated with the novelties recently introduced into Law 218/1995 by Legislative Decree 7/2017, which has implemented Law 76/2016 establishing civil unions between same-sex couples and regulating de facto cohabitation. The new conflict-of-law rules for same-sex marriage and same-sex unions (articles from 32-bis to 32-quinquies of Law 218/1995) will also affect the characteri-zation of the cross-border situations at stake in order to define the scope ratione materiae of Regulations 2016/1103 and 2016/1104.

Principio della protezione equivalente fra UE e CEDU e mutuo riconoscimento delle decisioni tra Stati membri: la sentenza della Corte EDU nel caso Avotins c. Lettonia

di Annalisa Ciampi, Marcello Stella

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. La Corte EDU affronta per la prima volta un caso di violazione dell’equo processo da riconoscimento automatico di una condanna contumaciale nel quadro del Reg. 44/2001. – 3. Per la Grande Chambre l’art. 6 CEDU impone che il giudice ad quem, ancorché di ultima istanza, verifichi d’ufficio se nel paese d’origine esistano rimedi effettivi per rimuovere la sentenza contumaciale ed ottenere il riesame della controversia. – 4. Breve storia della evoluzione normativa e giurisprudenziale sul mutuo riconoscimento delle decisioni contumaciali nello spazio giudiziario europeo. – 5. Come la sentenza Avotins rastrema l’accertamento della protezione equivalente, quale enunciata dalla giurisprudenza Bosphorus e Michaud, con ripercussioni per tutti i sistemi di mutuo riconoscimento, anche oltre la materia delle decisioni civili e commerciali, tra Stati membri UE al tempo stesso parti della CEDU.


As procedural systems of some Member States allow the claimant to obtain default judgments without examination of the merits (and, therefore, without reasoning) against non-appearing defendants, the principle of mutual recognition may entail a breach of Article 6 ECHR. In Avotins c. Latvia, the Strasbourg Court tackles with the issue in the light of the so-called Bosphorus presumption, which informs the relationship between the EU legal order and the ECHR.

Osservatorio sulle fonti

Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.

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