Le Rubriche dell'Osservatorio

Rubriche

1. Nell’ultimo quadrimestre meritano di essere segnalati, da un lato, l’adozione del dpcm 30 ottobre 2024 recante modifica al modello di relazione ATN e criteri per il rinvio a provvedimenti attuativi; dall’altro, alcune statuizioni contenute nella sentenza della Corte costituzionale del 3 dicembre 2024, n. 192, riguardanti alcuni profili di tecnica legislativa delle disposizioni di delega contenute nella legge 26 giugno 2024, n. 86, in materia di autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario (cfr. punti 9 e 13 del Considerato in diritto).

2. Il dpcm 30 ottobre 2024 è stato adottato come ulteriore strumento, nei termini che si andranno a dire, per arginare il fenomeno delle disposizioni non autoapplicative e del conseguente proliferare di provvedimenti attuativi delle stesse, problematica su cui è opportuno spendere preliminarmente qualche parola.

1. Nel secondo quadrimestre meritano di essere segnalati, da un lato, l’approvazione della legge 7 aprile 2025, n. 56, recante abrogazione di atti normativi prerepubblicani relativi al periodo dal 1861 al 1946; dall’altra, alcune statuizioni contenute nella sentenza della Corte costituzionale del 15 aprile 2025, n. 44, riguardanti profili di tecnica legislativa in tema di rinvio recettizio e non recettizio ad altra fonte (cfr. punto 7.1 del Considerato in diritto).

2. La legge 7 aprile 2025, n. 56 costituisce un intervento di semplificazione normativa di estremo interesse in questa sede, collocandosi sulla scia degli interventi di abrogazione normativa condotti nell’ambito del meccanismo della delega c.d. taglia-leggi di cui alla legge 28 novembre 2005, n. 246 e volti alla riduzione dello stock normativo vigente. Secondo i dati forniti dal Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa durante la discussione del disegno di legge in Assemblea alla Camera il 7 ottobre 2024, la legge ha condotto all’abrogazione di 30.690 atti prerepubblicani, cioè il 28% dello stockdella normativa statale vigente che, in base all’ultima rilevazione dell’Istituto poligrafico zecca dello Stato, ammontava a 110.797 atti. Si segnala peraltro che al Senato (A.S. 1314) il disegno di legge è stato approvato in sede redigente.

L’11 giugno 2025 è stato approvato definitivamente, dalla Camera dei deputati, l’AC 2280, recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2024” (già approvato dal Senato il 27 febbraio 2025).

Il disegno di legge è stato esaminato dalla XIV commissione permanente della Camera in sede referente: nel corso dell’iter sono emerse alcune perplessità in merito alla disciplina regolamentare attualmente prevista per le competenze della Commissione stessa in ordine all’esame del provvedimento. In particolare, nella seduta del 7 maggio 2025, il Presidente della Commissione, on. Vigna (Lega-Salvini Premier), ha comunicato che tutte le Commissioni di merito hanno espresso parere contrario sugli emendamenti di loro competenza presentati presso la XIV Commissione e che, pertanto, le proposte emendative non sarebbero state poste in votazione. Il relatore del provvedimento, on. Candiani (Lega-Salvini Premier), ha evidenziato che l’esame in sede referente non ha comportato l’approvazione di modifiche ulteriori rispetto al testo già approvato dal Senato della Repubblica. Anche alla legge di delegazione europea, pertanto, si è applicato il meccanismo del c.d. “monocameralismo di fatto” o “alternato”.

Il 30 aprile 2024 è entrata in vigore la riforma del Patto di stabilità di crescita (regolamenti (UE) 2024/1263 e 2024/1264, direttiva (UE) 2024/1265).

Il fulcro del nuovo quadro di governance economica è rappresentato dal Piano strutturale di bilancio a medio termine (PSBMT). Il Piano è presentato dallo Stato membro alle istituzioni europee ed è approvato dal Consiglio con raccomandazione, a sua volta previa raccomandazione della Commissione europea. Il PSBMT contiene gli impegni assunti da uno Stato membro in materia di spesa, riforme e investimenti per un periodo che, almeno di regola, coincide con la durata della legislatura nazionale.

Ai sensi dell’art. 11 del Regolamento (UE) 2024/1263, nell’elaborazione del PSBMT gli Stati membri – conformemente al proprio quadro giuridico nazionale – possono prevedere, oltre a forme di consultazione della società civile e dei portatori di interessi, anche modalità di coinvolgimento del Parlamento nazionale.

Nella seduta del 7 maggio 2025, la 4ª Commissione permanente del Senato ha concluso l’esame della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 92/43/CEE del Consiglio per quanto riguarda lo status di protezione del lupo (Canis lupus) (COM(2025) 106.

Il progetto di atto normativo si propone di declassare la protezione del lupo, spostandolo dal rango di “specie rigorosamente protette” a quello di “specie protette”. Tale modifica permetterebbe agli Stati membri una gestione più flessibile, con possibilità di prelievi regolamentati per contenere i conflitti con le attività umane, soprattutto la zootecnia. La proposta è motivata dal forte aumento della popolazione di lupi negli ultimi anni e dai conseguenti impatti socioeconomici. Il Governo italiano aveva espresso un giudizio positivo, ritenendo necessario bilanciare tutela ambientale e riduzione dei danni agli allevamenti. Durante le audizioni sono emerse sia posizioni favorevoli (per la flessibilità gestionale), sia contrarie (per la presunta mancanza di basi scientifiche e il rischio di caccia indiscriminata).

Osservatorio sulle fonti

Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.

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