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Capitolo IV - Una comparazione tra i regolamenti di Camera e Senato

di Marco Benedetti, Francesco Giuseppe Campodonico, Mariarosa Cappadonia, Matelda Cosulich, Pietro Ferretti e Marco Melpignano

 

SOMMARIO. Introduzione. – 1. Le discrasie nella disciplina dei gruppi parlamentari tra Camera e Senato: anatomia di un fenomeno prima e dopo la riduzione del numero dei parlamentari. – 1.1. Il “gruppo-centrismo” alla prova del taglio dei parlamentari. – 1.2. L’ evoluzione fisionomica dei gruppi prima della riduzione del numero dei parlamentari tra esigenza di rappresentatività e mutamento del sistema politico-elettorale. – 1.3. Il rafforzamento dell’“identità elettorale” dei gruppi nella riforma del Regolamento del Senato del 2017. – 1.4 La mancata armonizzazione della disciplina dei gruppi dopo la legge costituzionale 1/2020: un’occasione persa. – 1.5. Le (poche?) speranze di armonizzazione tra “secondo binario” e volontà della politica. – 2. La nuova figura del “senatore apolide” a seguito della riforma del Regolamento del Senato del 2022. – 2.1. Introduzione: la riforma regolamentare del 2022, e segnatamente l’introduzione del “Senatore non iscritto ad alcun gruppo”, come antidoto al fenomeno del transfughismo parlamentare. – 2.2. La nuova disciplina dell’art. 14 Regolamento Senato. – 2.3. Sulla compatibilità dell’art. 14 Regolamento Senato con l’art. 67 Cost. e, nello specifico, con il divieto di mandato imperativo. – 2.3.1 Sulla necessaria individuazione dell’organo deputato a giudicare circa l’espulsione e le altre lesioni delle prerogative del singolo Parlamentare. – 2.3.2 Sulla ancor più fondamentale attuazione legislativa dell’art. 49 Cost., sotto il profilo della democraticità interna ai partiti politici (ed ai Gruppi Parlamentari). – 2.4. In conclusione: Una riforma davvero strumentale allo scopo? La risposta con il tempo. Il dilemma del Gruppo misto alla luce dell’attuale conformazione del Senato. – 3. L’impatto delle riforme regolamentari sul sistema di commissioni permanenti: una problematica asimmetria. – 3.1. Introduzione – 3.2. Il necessario adeguamento del sistema di commissioni permanenti al nuovo numero di parlamentari: le soluzioni possibili. 3.2.1 – In particolare: l’accorpamento di commissioni permanenti. 3.3 – Le soluzioni adottate: un approccio miniale alla Camera; uno intermedio al Senato. La vistosa asimmetria. – 3.4. Le conseguenze dell’asimmetria: dall’allontanamento dal modello costituzionale alle ripercussioni pratiche in ambito legislativo e nel rapporto con l’Esecutivo. – 4. I Comitati per la legislazione presso Camera e Senato: due organi a confronto. – 4.1. Introduzione alla comparazione – 4.2. La struttura: composizione ed elezione del Presidente – 4.3. Le competenze del comitato – 4.3.1 Il controllo sui disegni di legge di conversione dei decreti-legge – 4.3.2 Il controllo sulle norme di delegazione legislativa e di delegificazione – 4.3.3 La competenza sugli atti residuali – 4.4. I parametri del controllo – 4.4.1 Il drafting normativo – 4.4.2 La valutazione di impatto – 4.5. Effetti dei pareri sull’iter legis – 4.6. Evoluzione delle prassi più recenti presso Camera e Senato. – 5. La funzione di controllo parlamentare nell’ordinamento italiano tra riduzione del numero dei parlamentari e modifiche ai regolamenti di Camera e Senato. – 5.1. La funzione di controllo del Parlamento: brevi premesse storiche e teoriche. – 5.1.1. La nozione di controllo parlamentare – 5.2. L’impatto della revisione costituzionale sulle procedure di controllo – 5.3. Lo “stato di salute” della funzione di controllo nei Regolamenti di Camera e Senato – 5.3.1. Le modifiche dei Regolamenti di Camera e Senato a seguito della riduzione del numero dei parlamentari sotto il profilo degli istituti tipici del sindacato ispettivo – 5.3.2. (...) segue: qualche considerazione su altri procedimenti in cui si esercita la funzione di controllo – 5.4. Qualche cenno conclusivo sulle proposte di modifica del regolamento della Camera e sul modello Copasir – 5.5. Conclusioni. – 6. Il rapporto tra le differenze regolamentari nel procedimento legislativo e la prassi del cosiddetto “monocameralismo di fatto”. – 6.1. Premessa – 6.2. La scelta del Bicameralismo paritario – 6.2.1. I tentativi di riforma istituzionale e il “Monocameralismo di fatto” – 6.3. Le principali differenze nel procedimento legislativo tra i regolamenti di Camera e Senato – 6.4. La recente prassi dei procedimenti di conversione dei decreti-legge – 6.5. Conclusioni: la persistenza del “monocameralismo di fatto” e alcune considerazioni in prospettiva.

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