Archivio saggi

Atti del Seminario organizzato dalla Rivista - Firenze, 4 aprile 2019

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Introduzione

di Giovanni Tarli Barbieri

Riflessioni su alcuni aspetti problematici della delegazione legislativa. In particolare: la “sistemazione” normativa tramite delega, il ruolo del Parlamento nell’adozione dei decreti delegati e il ricorso ai decreti integrativi e correttivi

di Gloria Marchetti

 

SOMMARIO: 1. Il discostamento della delegazione legislativa dal modello costituzionale. 2. L’eccessivo ricorso alla delegazione legislativa e le deleghe di “sistemazione” normativa. 3. Il mancato rispetto, da parte del Parlamento, dei contenuti della legge delega. 3.1. Le problematiche relative ai decreti integrativi e correttivi. 4. Il mutamento dei rapporti tra Parlamento e Governo, nel processo di delegazione legislativa, rispetto al dettato costituzionale. In particolare: il rafforzamento del ruolo consultivo del Parlamento nell’adozione dei decreti delegati. 5. Brevi considerazioni conclusive.

Il concorso delle attività consultive nel procedimento delineato dalle deleghe legislative

di Fabio Pacini

 

SOMMARIO: Premessa. Parte I – Rilievi di carattere generale. – 1. I limiti “ulteriori”, tra elasticità e paradosso. – 2. Note introduttive sugli attori in gioco. Parte II – Una panoramica, con particolare riferimento all’attività consultiva parlamentare, dalla XV alla XVIII legislatura. – 1. XV e XVI legislatura. – 1.1. Recepimento diritto UE. – 2. XVII legislatura. – 2.1. Recepimento diritto UE (con prima applicazione della l. n. 234 del 2012). – 3. XVIII legislatura. Parte III – Focus sull’attività consultiva relativa a deleghe volte alla riduzione della normativa vigente. – 1. Perché dedicare specifica attenzione al tema. Il “taglia-leggi”, in breve. – 2. I pareri del Consiglio di Stato sugli schemi di decreto legislativo nell’ambito delle operazioni taglia-leggi. – 3. Il ruolo della Conferenza unificata. – 4. Il ruolo della Commissione per la semplificazione. Parte IV – Le Commissioni bicamerali consultive costituite ad hoc: un’arma a doppio taglio per il Parlamento? – 1. Qualche “punto di partenza” per la riflessione. – 2. Elementi di confronto fra Commissione parlamentare per la semplificazione e Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale. – 2.1. Risorse o eterne agonizzanti: le commissioni bicamerali dopo lo spirare dei termini delle deleghe “originarie”. – Considerazioni di sintesi.

Dalla «fonte» decreto legislativo integrativo e correttivo al «fine» di integrazione e correzione (tramite una pluralità di fonti)

di Luca Gori

 

SOMMARIO: 1. Delimitazione dell’oggetto dell’indagine ed impostazione metodologica. – 2. L’utilizzo della delega integrativa e correttiva come regolarità. – 3. I decreti legislativi integrativi e correttivi: caratteri fisiologici e le loro possibili deviazioni patologiche. – 3.1. Il termine finale. – 3.2. I contenuti integrativo-correttivi. – 3.3 La modificazione dell’indirizzo politico mediante la delega integrativo-correttiva. – 3.4. Decreti legislativi integrativo-correttivi di procedura? – 4. Gli altri strumenti di integrazione e correzione del decreto legislativo principale affidati a fonti diverse dal decreto legislativo integrativo-correttivo. – 5. Alcune modalità particolari di modifica dei decreti legislativi principali. – 6. La specificità delle leggi di delegazione europea. Cenni. – 7. Spunti conclusivi: verso un «fine» integrativo-correttivo permanente del decreto legislativo (delle fonti primarie, in generale?) affidato a fonti primarie fungibili?

I più recenti tentativi di “sistemazione” tramite delega legislativa

di Giuseppe Mobilio

 

SOMMARIO: 1. Introduzione: i confini della sistemazione legislativa. – 2. L’evoluzione nelle politiche di sistemazione legislativa. – 2.1. L’esperienza delle leggi annuali di semplificazione: alla ricerca (incoerente) di un disegno unitario. – 2.2. La fase successiva alle leggi di semplificazione: l’assenza di un disegno unitario. – 3. Le categorie della sistemazione legislativa. – 4. L’effettiva realizzazione delle operazioni di sistemazione. – 5. Le sistemazioni incomplete. – 6. Considerazioni conclusive.

Prassi e criticità nella fase genetica del decreto-legge

di Luca Bartolucci e Andrea Razza

 

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. La fase istruttoria del decreto-legge - 3. L’approvazione in Consiglio dei ministri, l’annuncio e il comunicato stampa - 4. Le fasi del “post-Consiglio”, la clausola “salvo intese” e la verifica della Relazione tecnica (“bollinatura”) - 5. La fase interlocutoria tra Governo e Presidenza della Repubblica: effetti della c.d. moral suasion - 6. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale e la trasmissione ad uno dei due rami del Parlamento - 7. Conseguenze sulla forma di governo

Questioni vecchie e nuove in materia di emendabilità del decreto-legge

di Renato Ibrido

 

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. L’evoluzione del tema della emendabilità del decreto-legge tra dottrina, giurisprudenza e Regolamenti parlamentari. – 2.1. La lunga “marcia” della dottrina verso l’affermazione di limiti alla emendabilità del decreto-legge. – 2.2. L’età d’oro della “problematica prassi” del maxi-emendamento. – 2.3. Il “turning point” della sentenza n. 22 del 2012 ed il suo seguito. – 3. La prassi normativa più recente. – 3.1. Analisi delle modifiche adottate in sede di conversione nel corso della XVIII legislatura. – 3.2. I decreti “milleproroghe” dopo la sentenza n. 22 del 2012. – 4. Verso una conclusione. – 5. Appendice.

Il governo delle emergenze: i rapporti tra decreti-legge e ordinanze di protezione civile dal terremoto de L’Aquila al crollo del ponte Morandi

di Alberto Arcuri

 

SOMMARIO: 1. Decretazione d’urgenza e potere d’ordinanza: una cornice introduttiva. – 2. Oggetto, fine e metodo del lavoro. – 3. Decretazione d’urgenza e disciplina del potere d’ordinanza. – 4. Decreti-Legge e Ordinanze di protezione civile. – 5. Considerazioni conclusive.

Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu: considerazioni empiriche sui decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri nell’esperienza recente

di Davide De Lungo

 

SOMMARIO: 1. Oggetto e metodo della ricerca. – 2. Presentazione ed elaborazione dei dati statistici. – 3. I dPCM nel sistema delle fonti. – 3.1. Il problema dei dPCM non regolamentari nella forma ma normativi nella sostanza: fra teoria e dogmatica. – 3.2. Segue: le posizioni della giurisprudenza. – 3.3. Il “problema del fondamento”: i dPCM normativi previsti da decreti legislativi e decreti-legge. – 3.4. Il “Governo fuggitivo”: osservazioni sul procedimento di formazione. – 4. I dPCM fra forma di governo e forma di Stato.

I decreti “di natura non regolamentare”. Un’analisi a partire dalla prassi della XVI e XVII legislatura

di Matteo Giannelli

 

SOMMARIO: 1. Premessa. Un fenomeno pervasivo ma allo stesso tempo scarsamente conoscibile. – 2. Alla ricerca delle dimensioni del fenomeno. – 2.1 Un’analisi delle disposizioni di legge abilitanti i “decreti di natura non regolamentare”. – a) il significato del rinvio contenuto nei decreti-legge e nelle relative leggi di conversione. – b) i Ministeri coinvolti: il ruolo di primo piano del Ministero dell’Economia e delle Finanze. – c) i ricorrenti casi di “procedimentalizzazione” previsti dalle disposizioni abilitanti. – d) la (possibile) pubblicazione in Gazzetta ufficiale. – 3. Oltre i criteri formali di identificazione delle fonti: il contenuto sostanziale dei decreti qualificati come di natura non regolamentare. – 4. I mancati controlli da parte dei soggetti istituzionalmente previsti. – a) il Comitato per la legislazione e il suo marginale ruolo. – b) la Corte costituzionale e la minimizzazione del problema dell’identità delle fonti normative. – c) l’ondivaga posizione del Consiglio di Stato. – 5. Le dimensioni effettive della “fuga dal regolamento” attraverso il rinvio esplicito delle fonti primarie: un fenomeno in esaurimento?. – 6. Una ipotesi conclusiva: dalla “fuga dal regolamento” alla “elusione” della riserva di legge relativa.

 

Il mancato esercizio della potestà regolamentare del Governo e l’impatto sulle rispettive fonti di previsione

di Costanza Masciotta

 

SOMMARIO: 1. L’attuazione della fonte primaria mediante l’esercizio della potestà regolamentare: inquadramento giuridico, oggetto e metodo dell’indagine. – 2. Cosa significa “attuare” una fonte di previsione: definizione teorico-generale delle nozioni di “attuazione” e “inattuazione” delle fonti primarie. – 3. Il primo dato da analizzare: la delega “taglia inattuazione”. – 4. Analisi di due casi paradigmatici: l’attuazione del “Jobs Act” e dello “Sblocca Italia”. – 5. Le ripercussioni del mancato esercizio della potestà regolamentare sulla fonte di previsione. – 6. Reiterare l’operazione “taglia inattuazione” è un’opzione utile? – 7. Considerazioni conclusive.

Osservatorio sulle fonti

Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.

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