Archivio editoriali

In questa sezione sono contenuti gli editoriali apparsi nei numeri precedenti dell'Osservatorio on-line.

 

caretti paolo mod

A differenza degli ultimi numeri della Rivista che nella sezione saggi hanno ospitato gli atti di alcuni Convegni promossi dall'Osservatorio in collaborazione con il Dipartimento di Scienze giuridiche fiorentino (nn. 1/2018, 2/2018), questo numero, ultimo del 2018, torna a proporre una serie di contributi diversi per argomento e taglio; una diversità che non consente di ricomprenderli in un discorso generale "a tema". ln queste poche righe introduttive, mi limiterò dunque ad una sintetica presentazione del loro contenuto, accompagnata da qualche breve considerazione.

 

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Questo numero ospita alla Rubrica "Saggi" il contributo di Stefano Agosta sul tema della possibile regolamentazione della maternità surrogata.

L'autore, prendendo lo spunto da un obiter dictum contenuto in una recente sentenza della Corte costituzionale in materia di disconoscimento della maternità per difetto di veridicità del certificato di nascita fatto all'estero, affronta la questione alla luce dei molteplici interessi in gioco e delle ragioni che fino ad oggi hanno impedito l'introduzione di una tale disciplina. Una disciplina, vietata dalle legge n. 40 del 2004 e contrastata anche in questa pronuncia dalla Corte costituzionale, ma che Agosta ritiene possa essere ammessa, sia pure in casi particolari e a certe condizioni, superando le molte ma non insormontabili difficoltà che ne hanno impedito l'introduzione.

I "Saggi", tuttavia, non costituiscono l'oggetto principale di questo numero.

 

Foto Ciampi

1. Si è tenuto a Firenze il 19 gennaio 2018, un incontro di studio su "I trattati nel sistema della fonti a 10 anni dalle sentenze n. 348 e 349 del 2007 della Corte costituzionale". Il Convegno, organizzato dall'Osservatorio in collaborazione con il Gruppo di Interesse della Società italiana di diritto internazionale e dell'Unione europea "Diritto internazionale e diritto interno", ha proposto una riflessione congiunta di studiosi costituzionalisti e internazionalisti sui problemi più delicati e attuali riguardanti il rapporto fra fonti pattizie e diritto internazionale a 10 anni dalle celebri "sentenze gemelle" della Corte costituzionale. Un internazionalista e un costituzionalista si sono confrontati su ognuno dei (quattro) temi individuati come rilevanti: "Le norme pattizie come parametro di costituzionalità delle leggi"; "L'interpretazione convenzionalmente conforme come tecnica di risoluzione delle antinomie tra diritto interno e diritto pattizio"; "L'approccio generalista del modello di rapporti fra fonti: i trattati sono tutti uguali?"; e "Il monopolio interpretativo della Corte europea dei diritti umani". Il dialogo ha potuto beneficiare delle riflessioni - a distanza di dieci anni appunto - di Gaetano Silvestri e Giuseppe Tesauro, redattori delle sentenze 348 e 349 della Corte costituzionale.

 

foto Puccini rev

1. La maggior parte dei saggi pubblicati nel presente numero della rivista consiste in una serie di contributi attinenti al Seminario su “Crisi della rappresentanza e nuove dinamiche della regolazione. Le prospettive della democrazia pluralista in Europa”, svoltosi a Catania il 3 ed il 4 aprile del 2017 su iniziativa del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Ateneo catanese.
Un indiscutibile merito di questo Seminario e dei relativi contributi, in effetti, è stato indiscutibilmente quello di sviluppare “a trecentosessanta gradi”, a partire dalla particolare esperienza del nostro ordinamento, il tema del rapporto intercorrente fra l’attuale effettivo atteggiarsi del sistema delle fonti e la recente evoluzione, sempre sul piano dell’effettività, dell’assetto della forma di Stato e della forma di governo statale.

 

Baroncelli

Le difficoltà incontrate per attuare la Brexit hanno avuto l’effetto – per molti inaspettato - di mostrare il radicamento degli ordinamenti nazionali nel sistema normativo dell’Unione europea. Soprattutto nel caso di una “hard-Brexit”, come chiesto da buona parte dell’elettorato britannico. Esiste già un imponente corpus di atti UE che fanno parte dell’ordinamento inglese e che prevalgono sulle leggi approvate dal parlamento, in base al principio di supremazia. La necessità di ritrarsi dall’ordinamento UE ha spinto il Governo inglese a proporre un disegno di legge (c.d. Great Repeal Bill) che riproduce tutte le norme europee. Questo sarà poi sottoposto al parlamento inglese, che le emenderà, le abrogherà, o ne modificherà il contenuto.
Dato il cangiante quadro politico, anche l’interesse per le modalità di applicazione del diritto UE nei paesi membri si è rinnovato. Il tema è stato oggetto di un convegno presso la Libera Università di Bolzano il 27-28 aprile 2017, con gli interventi di costituzionalisti di alcuni paesi europei, che hanno messo in luce i nodi critici che uniscono, o dividono, gli ordinamenti costituzionali interni. I sistemi giuridici analizzati sono quelli di Italia, Francia, Belgio, Austria e Germania. I risultati raggiunti hanno messo in luce le complessità nascenti dall’esistenza di sistemi di tipo federale, ove l’attuazione è di competenza esclusiva o concorrente; dello Stato e delle entità federate. Tale intreccio di competenze interessa da vicino anche l’Italia, se è vero che la fonte principale delle procedure di infrazione non ha più origine legislativa, ma amministrativa; essa dipende sempre più dalla normativa regionale.

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Osservatorio sulle fonti

Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.

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