Saggi (n. 1/2026)

La prosecuzione dell’iter di differenziazione ex art. 116, terzo c., Cost.: strumenti straordinari per un’autonomia regionale poco più che ordinaria?

di Giovanni Boggero e Ruggero Rudoni

 

SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. L’iter di differenziazione tra iniziativa delle quattro Regioni interessate e sottoscrizione degli schemi di intesa preliminare. – 2.1. L’oggetto della differenziazione nella fase preparatoria del negoziato: le richieste delle Regioni e le valutazioni dei Ministeri. – 2.1.1. Le richieste regionali in materia di “protezione civile”. – 2.1.2. (Segue.) … in materia di “professioni”. – 2.1.3. (Segue.) … in materia di “previdenza complementare e integrativa”. 2.1.4. Le richieste regionali in materia di “tutela della salute - coordinamento della finanza pubblica” quali innesti nel negoziato già avviato. – 2.2. L’oggetto della differenziazione tra negoziato e sottoscrizione degli schemi di intesa preliminare: limitazione e uniformazione delle richieste delle Regioni. – 2.2.1. Le funzioni oggetto di differenziazione nelle materie no-LEP. – 2.2.2. (Segue.) Le funzioni in materia di “protezione civile”: (i) La funzione afferente al potere di ordinanza nelle emergenze di rilievo regionale; (ii) La funzione di autorizzazione all’apertura di contabilità speciali; (iii) La funzione di attuazione delle ordinanze statali di protezione civile connessa al ruolo di commissario delegato nelle emergenze di rilievo nazionale; (iv) Le funzioni in tema di personale e formazione degli operatori di protezione civile; (v) Le funzioni relative a veicoli e conducenti della protezione civile regionale. – 2.2.3. (Segue.) Le funzioni in materia di “professioni”. – 2.2.4. (Segue.) Le funzioni in materia di “previdenza complementare e integrativa”. – 2.2.5. Le funzioni oggetto di differenziazione nella materia LEP denominata “tutela della salute - coordinamento della finanza pubblica”: (i) la modulabilità delle tariffe di remunerazione delle prestazioni; (ii) l’impiego libero delle risorse trasferite per gli investimenti di edilizia sanitaria; (iii) l’istituzione e gestione di fondi sanitari integrativi; (iv) la destinazione di risorse aggiuntive finalizzate all’assunzione di personale sanitario; (v) l’allocazione delle risorse vincolate tra i diversi ambiti e finalità della spesa sanitaria. – 3. Conclusioni: verso una differenziazione uniforme e depotenziata come tertium genus di autonomia regionale?

 

This paper examines the process of asymmetric regionalism activated by certain Italian Regions – Liguria, Lombardy, Piedmont and Veneto – and traces its development after Constitutional Court Judgment No. 192/2024. It scrutinises the main critical issues arising from the process, addressing them from procedural, methodological and substantive standpoints. The analysis focuses on how State-Region negotiations led to a substantial homogenisation of the preliminary draft agreements. This outcome is assessed in light of the procedural constraints introduced by Law No. 86/2024, as further shaped by the Court's ruling, and more broadly in relation to the model of asymmetric regionalism set out in Article 116(3) IC. An examination of the draft agreements reveals a significant curtailment of the Regions' original claims and persistent difficulties in identifying the functions to be allocated. Such difficulties, the paper argues, stem from inherent problems in defining those functions, from the limited emergence of genuine regional peculiarities that might justify recourse to asymmetry, and from the State’s own needs for regulatory simplification and centralised oversight.

 

In cauda venenum? La fase referendaria come fulmen in clausula nel procedimento ex art. 138 della Costituzione

di Paolo Carnevale

 

SOMMARIO: 1. Ritorno al thema – 2. L’abitudine e la sorpresa: l’assuefazione agli approdi della prassi e la spinta scardinante della recente vicenda del referendum sulla legge di riforma del titolo IV della seconda parte della Costituzione – 3. L’iniziativa referendaria plurale nelle pronunzie giurisdizionali del Tar e dell’Ufficio centrale per il referendum – 4. Si può indire il referendum nel trimestre per l’esercizio del diritto di iniziativa referendaria? I termini della querelle – 5. La “prima volta” dell’indizione intratrimestrale e le incerte ragioni dell’abbandono della prassi – 6. La “prima volta” della riformulazione del quesito nella sequenza delle decisioni dell’Ufficio centrale per il referendum – 6.1. Segue: formula del quesito e diritto positivo – 6.2. Segue: formula del quesito e prassi giurisprudenziale – 7. Riformulazione del quesito a indizione già adottata: soluzione prescelta e rilievi critici – 8 Rapida chiusa.

 

This paper analyzes the constitutional referendum process under article 138, focusing on the recent reform of Title IV of the Italian Constitution. It examines the challenges posed by multiple referendum requests and the controversial timing of their official calling within the constitutionally mandated three-month period. Furthermore, it critiques the judicial decisions regarding the legitimacy of these requests and the specific formulation of the referendum question. Ultimately, the author calls for a comprehensive rethinking of referendum procedures to ensure legal certainty and democratic integrity.

 

 

 

La “razionalità giuridica” dell’effettività: profili della normativa europea sul digitale

di Nadia Maccabiani

 

 

SOMMARIO: 1. Nel segno dell’effettività – 2. Effettività e Better Regulation – 3. Effettività e test di proporzionalità – 4. Effettività e tecniche regolatorie – 5. La normativa sul digitale alla prova – 6. Per un’effettività giuridicamente orientata.

 

In light of the multidimensional nature of the challenges posed by the digital transition (affecting both, fundamental rights and freedoms and democratic processes) European legislation must be carefully assessed in terms of its regulatory “performance.” In this respect, the “metrics,” both technical and legal, developed to support the effectiveness of legal provisions acquire constitutional relevance. To this end, two similarly proceduralized methodologies are considered: the first, implemented by the European legislator through Better Regulation; the second, implemented by Courts through the proportionality test, which in turn underlies the principles of legal certainty and legality. On the basis of this premise, the paper seeks to highlight whether, and to what extent, certain provisions of the European digital legislation strike a balance between “technical rationality” and “legal rationality,” thereby ensuring their regulatory “performance” in terms of effectiveness, and thus proportionality, legal certainty, and legality, for the “maximization” of the protection afforded to fundamental rights and freedoms.

 

Presupposti sostanziali e forme processuali della doppia pregiudizialità. Spunti di lettura a partire dalla più recente giurisprudenza della Corte costituzionale

di Giorgio Repetto

 

SOMMARIO: 1. La “doppia pregiudizialità” e la sua crescente indecifrabilità. – 2. Un tumultuoso divenire: dall’estraniamento della Corte costituzionale alla generalizzazione dei suoi spazi di intervento negli ambiti regolati dal diritto UE. – 3. I presupposti di intervento della Corte costituzionale nei casi di doppia pregiudizialità: è possibile un ordine? – 4. Le forme processuali della coesistenza tra disapplicazione e sollevazione dell’incidente di costituzionalità: è possibile quadrare il cerchio?.

 

This paper analyzes recent Italian Constitutional Court jurisprudence on “Dual Preliminarity”, focusing on the shift toward a "surplus of guarantee" provided by the Constitutional Court. To harmonize judicial disapplication with constitutional review, the contribution proposes a procedural sequence: initiating the constitutional incident before proceeding with definitive disapplication. This ensures immediate EU law protection while preserving the Court's role as the ultimate guarantor of national legal integrity.

 

 

Il contesto costituzionale dietro una dottrina giurisprudenziale e il suo aggiornamento. Il caso Granital

di Diletta Tega

 

SOMMARIO: 1. La Corte costituzionale e l’integrazione: la voce dell’ordinamento italiano. – 2. L’aggiornamento della dottrina della cd. doppia pregiudiziale. – 3. Per una nomopoiesi collaborativa.

 

This paper analyzes the role that the Constitutional Court is currently called to play in its interaction with ordinary judges and the Court of Justice in fulfilling its duty to ensure constitutional justice, as enshrined in the Constitution. In revisiting the Granital doctrine, the Constitutional Court does not intend to undermine compliance with EU law, to which the Italian constitutional order remains loyal. Rather, such revision reflects the need to adapt to the evolving European legal framework. Accordingly, the paper invites legal practitioners to adopt a collaborative approach in the development and application of the law. 

 

 

Osservatorio sulle fonti

Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.

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