AGCM - AGCOM - ANAC - Garante Privacy

A cura di Giovanna De Minico, con la collaborazione di Marana Avvisati, Fabio Dell'Aversana, Maria Orefice e Miriam Viggiano


 

 

Periodo di riferimento: ottobre 2025 – febbraio 2026

1. Introduzione

Nel periodo di riferimento considerato, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (d’ora in poi, l’Autorità) ha adottato ha approvato la delibera n. 37/26/CONS, contenente le “Disposizioni regolamentari di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28 in riferimento al referendum popolare confermativo sulla giustizia indetto per i giorni 22 e 23 marzo 2026[1].
Nella riunione del 12 febbraio 2026 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, effettuate le consultazioni con la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, ha approvato la delibera in commento (con il voto contrario di un commissario). 
La finalità del provvedimento consiste nel garantire la parità di trattamento (rispetto alle contrapposte posizioni condensate nel sì/no) sui vari servizi media, quali TV, radio e piattaforme online. Lo schema tiene inoltre conto degli obblighi previsti dal Digital Services Act e del Codice di condotta sulla disinformazione integrato nel Regolamento europeo. 

Periodo di riferimento: novembre 2025 – marzo 2026

1. Premessa: il Piano ispettivo 2026 tra soft law e nuove fonti materiali

Nel periodo di riferimento considerato (novembre-marzo), il Garante per la protezione dei dati personali (di seguito, “Garante”) ha approvato con la deliberazione n. 797 del 30 dicembre 2025[1], il Piano ispettivo per il primo semestre 2026 (gennaio-luglio) in cui ha enunciato le priorità verso cui si concentrerà e si indirizzeranno le sue attività e attenzioni.  Il Piano non è un atto normativo, né un provvedimento amministrativo generale in senso proprio. È formalmente un atto di organizzazione interna, privo di destinatari determinati e privo di efficacia conformativa diretta. Tuttavia, la sua capacità di orientare comportamenti, investimenti e priorità dei soggetti pubblici e privati (di seguito, “Titolari del trattamento” o “Titolari”) gli conferisce una normatività “di fatto”, tipica degli strumenti di soft regulation delle autorità indipendenti[2].

Osservatorio sulle fonti

Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.

L’Osservatorio sulle fonti è stato riconosciuto dall’ANVUR come rivista scientifica e collocato in Classe A.

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