Archivio editoriali

In questa sezione sono contenuti gli editoriali apparsi nei numeri precedenti dell'Osservatorio on-line.

Baroncelli

Dopo il rapporto Draghi: semplificazione, pacchetti omnibus e potere regolatorio dell’Unione

1. Il Rapporto Draghi e la “semplificazione” come risposta alla crisi di competitività
Il Rapporto di Mario Draghi sul futuro della competitività europea, consegnato alla Commissione il 9 settembre 2024, si colloca in posizione centrale nel dibattito sul futuro dell’integrazione dell’UE. Esso prende le mosse da una constatazione drammatica: l’Unione, pur avendo garantito per decenni livelli elevati di benessere, tutela sociale e protezione dei diritti, sta perdendo terreno in termini di crescita, produttività e capacità di attrarre investimenti rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. Il mercato interno, che nei Trattati continua a essere presentato come il fulcro del progetto integrativo, si rivela in realtà incompiuto, soprattutto nei settori dei servizi e delle tecnologie digitali. Inoltre, manca una politica industriale europea.

Di CosimoSulla scena istituzionale delle Regioni

1. Alla fine dell’anno scorso, sul regionalismo differenziato è caduta la scure della Corte costituzionale, che ha censurato profili importanti della legge 86/2024 di attuazione del terzo comma dell’art. 116 della Costituzione. Si discute sulla portata dell’intervento demolitorio, e della stessa successiva decisione dei giudici costituzionali in sede di valutazione dell’ammissibilità del referendum sul testo residuo della legge.

Peraltro, la vicenda risulta rilevante anche dal punto di vista delle scelte di politica legislativa. Interventi sui meccanismi istituzionali come questo mirano di solito a migliorare il rendimento del sistema regionale, il cui livello di efficacia e di efficienza appare nel complesso insoddisfacente.

filippo donati

Il progetto di riforma del CSM

1. Concluso l’esame in Commissione[1], il 9 dicembre 2024 è iniziato presso la Camera dei deputati l’esame in Assemblea del disegno di legge costituzionale presentato il 13 giugno 2024 dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro della giustizia in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare (atto n. 1917/C).
Il progetto di riforma, com’era prevedibile, è stato oggetto di valutazioni opposte. A chi ritiene la riforma necessaria per assicurare i principi del giusto processo ed evitare le degenerazioni del correntismo, si contrappone chi invece teme che dalla stessa possa derivare un indebolimento per le garanzie di indipendenza della magistratura.
Per poter valutare il progetto di riforma costituzionale, è opportuno chiarire gli scopi che la stessa si propone di raggiungere e la congruità delle soluzioni proposte rispetto agli obiettivi perseguiti.

Cheli

Omaggio a Enzo Cheli

Nel 2010, per rendere omaggio a Enzo Cheli in occasione della conclusione del suo insegnamento universitario, gli allievi, i colleghi della Facoltà di Giurisprudenza fiorentina e quelli di altre Facoltà che gli erano più vicini pensarono a un volume di scritti orientati ad analizzare gli sviluppi dello Stato costituzionale (AA.VV., Lo Stato costituzionale. La dimensione nazionale e la prospettiva internazionale, Bologna, il Mulino, 2010).

Un tema di carattere sufficientemente ampio da toccare trasversalmente gli interessi scientifici di studiosi appartenenti a diverse discipline e al quale, qualche anno prima Cheli aveva dedicato un saggio importante (Lo Stato costituzionale. Radici e prospettive, Napoli, Editoriale Scientifica, 2006). In esso, l’A. metteva bene in luce le caratteristiche fondamentali di questa forma di Stato, frutto del costituzionalismo del secondo dopoguerra, e i riflessi che questo nuovo modello ha prodotto su alcuni dei paradigmi che avevano segnato l’esperienza liberale dello Stato di diritto.

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Osservatorio sulle fonti

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