Archivio editoriali

In questa sezione sono contenuti gli editoriali apparsi nei numeri precedenti dell'Osservatorio on-line.

foto prof. Nicola Lupo

Dopo la riduzione dei parlamentari e nel mezzo della pandemia, una “finestra d’opportunità” per il rinnovamento del parlamentarismo in Italia?

1. L’esito del referendum costituzionale del 20-21 settembre 2020 sulla riduzione di deputati e senatori non ha sorpreso i più. Ci si aspettava una vittoria dei favorevoli alla revisione, e tale è stata, in effetti: con un distacco record, in termini percentuali, se paragonato a quelli registratisi negli altri tre referendum costituzionali fin qui svoltisi (due dei quali, com’è noto, con vittoria dei contrari, nel 2006 e nel 2016; e uno con prevalenza dei favorevoli, nel 2001).

caretti paolo mod

Le recenti proposte di revisione costituzionale tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta

All’inizio dell’attuale legislatura, dopo la vicenda che ha portato al rigetto per via referendaria della riforma Renzi-Boschi, ci si sarebbe aspettati una pausa di riflessione su questo versante. Si è trattato infatti, come è noto, di una vicenda che ha diviso in modo aspro non solo le forze politiche e l’elettorato, ma anche la dottrina costituzionalistica. L’esigenza di una fase di “raffreddamento” del dibattito credo fosse avvertita da molti. Ma così non è stato. Già a partire dal “contratto” sul quale si è formato il primo Governo Conte si è delineato un programma di revisioni puntuali della Costituzione cui altre se ne sono aggiunte strada facendo nel passaggio dal primo al secondo Governo Conte.

Grisolia

Le modifiche alle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale

1. “La Corte si apre all’ascolto della società civile”: con questa intestazione L’Ufficio stampa della Corte costituzionale ha diramato l’11 gennaio scorso un comunicato con il quale si dava notizia di alcune importanti modifiche alle norme integrative per i giudizi davanti a se medesima; modifiche deliberate tre giorni prima ed entrate in vigore, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il 22 gennaio successivo.
Esse riguardano in primo luogo il giudizio in via incidentale, ma, con la sola eccezione della disposizione in materia di intervento di terzi, si estendono anche agli altri giudizi, escluso quello di ammissibilità del referendum abrogativo (v. artt. 23, 24, 25 n. i.)
Quasi superfluo esprimere il favore per questa iniziativa, ampiamente condivisa in dottrina, la quale apre in modo significativo la Presidenza di Marta Cartabia; la prima donna – mi sia lecito sottolinearlo - ad assumere questo ruolo dal lontano 1956; anno di inizio dell’attività della Corte.

foto roselli

1. Una felice intuizione
L’influenza sul sistema delle fonti del diritto delle vicende politico-istituzionali a cui stiamo assistendo
rappresenta un’ulteriore conferma della felice intuizione di Ugo De Siervo di promuovere, 23 anni fa (ma già allora lo studioso fiorentino aveva promosso importanti ricerche), un Osservatorio che monitorasse il loro evolversi al di là del profilo formale.
Il metodo indicato era, ed è tuttora, anche durante la direzione di Paolo Caretti, quello di monitorare l’evolversi del divenire delle fonti del diritto con il mutare dei contesti in cui manifestano la loro funzione ordinamentale.
Questo comporta indagini rigorose sulla produzione normativa (come testimoniano anche le Sezioni della nostra Rivista ed i saggi e gli altri contributi), da cui trarre le dovute conseguenze sia dal punto di vista operativo (sull’evolversi dei molteplici ambiti dell’ordinamento, delle sue relazioni sovranazionali ed internazionali, del funzionamento delle Istituzioni) che dal punto di vista teorico (sulla natura giuridica di atti ed istituti e sulla corrispondenza delle tradizionali categorie alle trasformazioni dell’ordinamento).

giovanni.di cosimo

L’attuazione del regionalismo differenziato, di cui si discute in questa fase politico-istituzionale, pone molte e complesse questioni. Il saggio di Tarli Barbieri che pubblichiamo in questo fascicolo della Rivista le esamina puntualmente, dalla procedura di approvazione delle leggi di attuazione delle intese, agli aspetti finanziari, dai contenuti delle intese, al tema della durata e della revocabilità dell’autonomia differenziata. L’autore non manca di rilevare che tutt’ora alcune parti decisive della riforma del Titolo V non sono ancora state attuate. E dunque l’attuazione del regionalismo differenziato – che non può essere una «sorta di improprio surrogato di un approdo alla specialità», come invece sembra nelle intenzioni di alcuni protagonisti della vicenda – cadrebbe in un contesto di “instabile stabilità” del quadro ordinamentale.

 

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Gli altri saggi ospitati in questo fascicolo sono accomunati dal filo della tutela giurisdizionale dei diritti fondamentali.

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Osservatorio sulle fonti

Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.

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