Segnalazioni (2/2012)

  1. Nell’aprile 2012 è stato pubblicato il rapporto OCSE sulla qualità della normazione in Italia: il Report è stato predisposto assieme alla Commissione europea nell’ambito del progetto avviato nel 2008 (Better Regulation in Europe: EU15 Countries), volto a fare il punto su questo tema negli originari 15 Paesi dell’Unione europea. Dal 2009 sono stati prodotti 14 rapporti, mentre l’ultimo, sulla Grecia, è atteso per la metà di luglio. Il Report, nell’esaminare l’esperienza italiana, evidenzia alcune criticità e relative raccomandazioni che sono state brevemente analizzate da Marta Picchi nella sezione Note e Commenti della Rivista.
  2. Il 22 marzo di quest’anno l’OCSE ha approvato una Raccomandazione del Consiglio concernente la politica e la governance della regolazione (“Raccomandation du Conseil concernant la politique et la gouvernance réglementaires”), che non abbiamo potuto leggere nel testo italiano, sottolineando che si tratta del primo testo internazionale dopo la crisi, che affronta in modo esaustivo i problemi della politica della regolamentazione.Un primo progetto della Raccomandazione è stato elaborato dal Comitato per la politica della regolazione nell’aprile 2011; sottoposto a consultazione nel giugno e luglio successivi; revisione della prima bozza; esame degli altri Comitati OCSE e del Segretariato; ulteriore revisione della bozza nel novembre 2011; approvazione del Comitato il 16 gennaio 2012 e del Consiglio il 22 marzo successivo.

Il testo contiene 12 sintetiche raccomandazioni, i cui contenuti sono però svolti ed illustrati in un allegato che segue le dodici raccomandazioni e in una successiva appendice intitolata “Nota esplicativa”. In tutto sono 36 pagine che si raccontano abbastanza velocemente perché le novità non sono molte.

Questi i titoli delle dodici raccomandazioni:

    1. Una politica esplicita sulla qualità della regolazione
    2. Comunicazione, consultazione e partecipazione (engagement)
    3. Il controllo della regolazione
    4. L’analisi di impatto della regolazione
    5. Esame dello stock della regolamentazione e valutazione ex post
    6. Esame dei risultati dei programmi di riforma della regolazione e della politica della regolazione
    7. L’organizzazione degli organismi della regolazione
    8. Ricorsi amministrativi e giudiziari
    9. Rischi e regolazione
    10. Coerenza della regolazione tra i differenti livelli di amministrazione
    11. Le capacità di gestione della regolazione a livello locale
    12. La cooperazione con la regolazione internazionale

Molte sono le conferme. La politica sulla qualità della regolazione deve essere diretta al più alto livello politico; sono necessarie trasparenza, partecipazione al procedimento regolativo, regole chiare e comprensibili; l’AIR va riservato alle regolamentazioni più importanti; vanno pubblicati periodici rapporti sulla efficacia dei programmi relativi alla politica della regolazione.

Si ipotizza un maggior successo delle politiche di buona regolazione (comprensiva non solo delle leggi ma di tutti gli strumenti che consentono al potere pubblico di imporre degli obblighi) perché la  crisi economica  dovrebbe spingere ad avere maggiore attenzione alla efficacia delle politiche pubbliche, mentre invece, nei primi commenti (vedi la recensione di Fabrizio di Mascio nell’Osservatorio AIR), si sottolinea come la crisi spinga i Governi a concentrarsi nel soddisfare le domande di elettori e gruppi sociali, con interventi a costi minori e impatto immediato.

Non mancano, anche su temi noti, dati e sottolineature interessanti. Apprendiamo, pertanto, che, nel 2008, molti Governi (24) hanno riferito dell’esistenza, nel loro paese, di un incarico ministeriale espresso sulla qualità della regolazione. Interessante la massima secondo la quale “l’arte di dirigere è saper convincere e non imporre la disciplina”. La partecipazione del pubblico alla regolazione è raccomandata perché si riducono i rischi che l’Autorità abusi del suo potere o si lasci corrompere e per aumentare la fiducia nell’Amministrazione.

Nuova, a quanto ci risulta, la previsione di un organo permanente a livello centrale, con grande competenza tecnica e indipendenza da ogni influenza politica, incaricato del controllo della regolazione e sottoposto periodicamente ad una valutazione esterna; nessun dubbio, come invece si è verificato da noi, sulla pubblicità degli esiti dell’AIR; inclusione nel testo degli atti di regolazione  di meccanismi di esame permanente come, per esempio,  la clausola di riesame; divulgazione al pubblico degli esiti delle performances per spingere gli organismi pubblici a migliorare i loro atti e, di regola, salvo casi particolari, silenzio assenso come strumento per migliorare la reattività degli organismi di regolazione.

Le ultime tre raccomandazioni affrontano il noto problema della inevitabile interdipendenza delle politiche comunitarie, nazionali, regionali e degli enti locali e conseguente necessità di coordinamento anche delle politiche della regolazione, ma non sono indicati meccanismi e rimedi per risolvere il problema: non basta infatti raccomandare il concerto e segnalare la necessità di aiuti agli enti locali per supplire alle loro diffuse  carenze.

Fascicolo n. 3/2020

Giappichelli

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Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.

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