I Saggi dell'Osservatorio

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Aggiornamenti in tema di autodichia: dal binomio autonomia normativa-autodichia alla Corte di cassazione come giudice dei limiti della giurisdizione domestica

di Antonello Lo Calzo

 

SOMMARIO: 1. La sentenza della Corte costituzionale 13 dicembre 2017, n. 262 e i suoi punti fermi sull’autodichia degli organi costituzionali: la connessione tra autonomia normativa e giurisdizione domestica. – 2. Le prime decisioni sull’autodichia per i “terzi” successive alla sentenza n. 262 del 2017: rivendicazione della giurisdizione da parte del TAR e continuità nella connessione tra autonomia normativa e fondamento dell’autodichia. – 3. Prime “frizioni” nella ricostruzione dell’ambito dell’autonomia normativa. La vicenda dei vitalizi degli ex parlamentari e la riconducibilità delle loro vicende alla giurisdizione domestica nel parere del Consiglio di Stato 26 luglio 2018, n. 2016. – 4. Le decisioni sui regolamenti di giurisdizione della Cassazione e l’attrazione in autodichia del c.d. “diritto singolare” su indennità e vitalizi. – 5. Conclusioni. L’autodichia garantisce una vera giustizia? Rischio di involuzioni nel rapporto tra politica e uso strumentale della giustizia domestica.


This essay focuses on the most recent judgments concerning “autodichia” delivered by the administrative judges and by the Court of Cassation. In the first judgment of the Constitutional Court no. 262 of 2017 the “autodichia” was “justified” on a plan concerning the regulatory autonomy of the Parliament, then, in the latest decisions of the Cassation regarding annuities, as a necessary corollary of the independence of the Parliament to protect its constitutional position. It is the nature of the annuity - connected to the independence of the representatives - that justifies its discipline (and, therefore, the devolution of the relative disputes to the judges of “autodichia”) through sources of “singular law” that the Parliament is entitled to adopt. The provision of self-adjudication, also for former parliamentarians, creates a series of old and new questions on their compatibility with the constitutional principles unresolved by the judgments of the supreme Courts of the State.

Dalla doppia pregiudizialità al parametro di costituzionalità: il nuovo ruolo della giustizia costituzionale accentrata nel contesto dell’integrazione europea

di Andrea Cardone

 

SOMMARIO: 1. Una rivoluzione “promessa”. – 2. La “svolta” del 2017: la sentenza n. 269 e le contrastanti reazioni della dottrina. – 3. (segue): la pretesa e rigida inversione dell’ordine delle questioni pregiudiziali e le controindicazioni cui dà luogo: dal ruolo del giudice comune al successivo rinvio per «altri profili»; dalla non sanzionabilità dell’ordine agli “eccessi interpretativi” della giurisprudenza; dalla posizione del giudice di ultima istanza all’effettività della tutela. Il seguito giurisprudenziale della sentenza n. 269. – 4. Le conferme della giurisprudenza costituzionale successiva: la sentenza n. 20 del 2019 e l’estensione del nuovo regime al contrasto con il diritto derivato; la sentenza n. 63 del 2019 e l’ipotesi del rinvio pregiudiziale «anche dopo» il giudizio di costituzionalità. – 5. Come gestire l’ordine delle questioni? Il grado di vincolatività degli obblighi derivanti dal diritto UE e lo spazio residuo per il rinvio pregiudiziale dopo l’eventuale declaratoria d’incostituzionalità della norma interna. – 6. L’integrazione del parametro di legittimità costituzionale nel giudizio a doppia pregiudizialità: il “parametro misto” e la “massimizzazione della minor tutela”. – 7. Controlimiti, identità costituzionale e integrazione europea: la giustizia costituzionale accentrata come principio supremo e la trasfigurazione nomofilattica del suo ruolo.

 

The essay moves from the interpretation of the most recent constitutional jurisprudence on the so-called mechanism of “doppia pregiudizialità” (that is the contemporaneous raise of a constitutionality’s question and a request for a preliminary ruling by the EU Court of Justice). Therefore, it proposes an overall reconstruction of the significance grounds subtending the Italian model of judicial review in the context of the European constitutional integration.
In particular, the essay deals with the Italian Constitutional Court case law starting from ruling no. 269 of 2017 and criticizes the major legal literature, according to which a reversal of the order of preliminary rulings would have been determine. In the Author’s opinion, this case law identifies a “mere” removal of the pre-existing obligation, for the common judge, to ask a preliminary reference procedure to the EU Court of Justice. Consequently, the proposed reflection analyzes how the order of questions and the constitutional parameter should be reconstructed in the cases of “doppia pregiudizialità”.
In the final paragraphs, the author presents an overall interpretation of the role and meaning of the Italian tradition of centralized judicial review. This phenomenon is analyzed referring to the doctrine of “Counter-Limits”, the need to safeguard the constitutional identity of the Member States and, more generally, to the phenomenon of European integration.
The centralized system of judicial review represents, in the author's opinion, a supreme principle of the constitutional order, which nowadays finds its justification in the nomophylactic “transfiguration” of the role of the Constitutional Court.

Il diritto giudiziale tedesco tra funzione integrativa e funzione sostitutiva della legge alla luce della disciplina sul diritto dell’informazione

di Andrea Gatti

 

SOMMARIO: 1. Introduzione: il Richterrecht come problema di ordine costituzionale e metodologico. – 2. Il diritto giudiziale come fonte del diritto? Dal Rechtstaat al Richterstaat. – 3. Le espressioni del peculiare rapporto tra diritto giurisprudenziale e legge nell’ordinamento tedesco. – 4. Il diritto di accesso all’informazione da parte della stampa: dalla normativa statale all’effetto diretto della Costituzione. – 5. (Segue) Richterrecht statt Gesetz: la conferma della via giurisprudenziale per delineare il diritto di accesso. – 6. Criticità: il rischio del giudice come “usurpatore” e l’uso dei diritti fondamentali per la creazione di un diritto federale generale. – 7. Gesetz statt Richterrecht: la nuova proposta di legge federale sul diritto di accesso.


Judicial lawmaking (i.e. judicial decisions as a general source of law) in Germany is still very disputed. However, many aspects of German law, for example labour law, is heavily influenced or even entirely created by the judiciary. This essay, although starting from analyzing the theoretical discussions on Richterrecht, aims to investigate the role of the judiciary in interpreting statues (Gesetz) and law (Recht) with regards to the right of access to information by the Media. Since 2013, the Federal Supreme Administrative Court (BVerwG) stresses that the Länder have no jurisdiction in regulating the access to information, if the information is held by federal authorities. Missing a federal statute law to establish the discipline, the Media enjoy a right to access that comes directly from the Constitution. Finally, the Bundestag is currently discussing a bill aimed at “regaining back” its jurisdiction.

Il significato dei numeri: riduzione del numero di deputati e senatori e regolamenti parlamentari

di Claudio Tucciarelli

 

SOMMARIO: 1. Il valore dei numeri. – 2. Numeri e funzioni: due variabili indipendenti? – 3. La riduzione del numero dei parlamentari in cifre. – 4. I nuovi numeri e il sistema elettorale. – 5. La riduzione del numero di deputati e senatori e le modifiche dei regolamenti parlamentari. – 6. Meno parlamentari uguale a maggiore efficienza? – 7. Le molteplici declinazioni delle modifiche regolamentari. – 8. Il primo gruppo: le modifiche alle disposizioni regolamentari riferite a numeri cardinali. – 8.1 Le disposizioni sul numero di parlamentari richiesti per l’attivazione di procedure. – 8.2 Le disposizioni sul numero di parlamentari componenti di organi. – 8.3 Le disposizioni sul numero degli organi. – 8.4 Le disposizioni su durata e termini temporali. – 9. Il secondo gruppo: le modifiche alle disposizioni regolamentari riferite a frazioni. – 10. Il terzo gruppo: le modifiche regolamentari a vasto spettro. – 11. L’inerzia riformatrice. – 12. Le conseguenze sul sistema politico. – 13. Quale percorso per le modifiche dei regolamenti?


The Constitutional Law providing the reduction on number of MPs (approximately 36% less) will soon be submitted to confirmatory referendum. Most commentators predict a favorable outcome. Consequently, parliamentary rules of procedure should undergo a significant set of amendments. In order to choose among different options, political parties and representatives should carry out a general evaluation of current Parliament efficiency as well as of potential developments. Possible solutions can span from limited adjustments (such as number of standing committees, number of their members, minimum amount of MPs required to introduce certain proposals or trigger various kinds of activities) to a global reform aimed at increasing parliamentary effectiveness. In some cases, the lack of any change could even turn into a more in-depth reform, due to the mere reduction on total number of members, produced by the Constitutional Law (e.g. the minimum amount of MPs required to form a political group in each chamber). Hopefully, new rules of procedure will be enacted before the end of the current term. Therefore, the new Parliament, composed of a minor number of MPs, could be ready to start and perform its tasks, according to the new rules.

La Corte costituzionale si apre (non solo) alla società civile. Appunti sulle modifiche apportate dalla Corte costituzionale alle Norme integrative in data 8 gennaio 2020

di Gian Luca Conti

 

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Il piano tecnico processuale: l’intervento dei terzi nel giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale. Il “nuovo” art. 47. – 3. Il piano tecnico processuale: l’intervento dei terzi nel giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale. Il “nuovo” art. 4 bis e la novella dell’art. 43. – 4. Il piano tecnico processuale: l’amicus curiae. – 5. Il piano tecnico – processuale: le audizioni degli esperti. – 6. Il piano tecnico processuale: quisquilie. – 7. Il passaggio dall’incidentale ai giudizi in via di azione. – 8. Norme integrative e ammissibilità del referendum abrogativo. – 9. Questioni di diritto intertemporale. – 10. Alcune preoccupazioni su di un tema di rinnovato interesse. – 11. Legittimazione della Corte costituzionale e apertura alla società civile. – 12. Postilla pignola.


The essay analyses the changes made by the Constitutional Court in January 2020 to the "supplementary rules" (“Norme Integrative”) for judgments before the Court itself. In particular, it focuses on the procedural innovations (the discipline of the intervention of third parties in the constitutional review, the hypotheses of "amicus curiae", the introduction of the possibility of expert hearings), by one side, placing them within the framework of some recent and innovative rulings that have raised perplexities among the authors as far it is concerned the "freedom" with which the Court interprets its procedural forms, and by the other, reading them both in the key of a progressive and innovative opening of the Constitutional Court to civil society and as a new and further form of legitimacy in the system of the form of the State.

 

Osservatorio sulle fonti

Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.

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