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La Camera ed il Senato approvano le mozioni sulla politica europea dell’Italia in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 30 gennaio 2012 (1/2012)

Atti di indirizzo politico al Governo

La Camera ed il Senato approvano le mozioni sulla politica europea dell'Italia in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 30 gennaio 2012

 

A.C., Mozione Cicchitto, Franceschini, Galletti, Della Vedova, Pisicchio ed altri n. 1-00800

A.C., Mozione Mecacci ed altri n. 1-00821

A.C., Mozione Donadi n. 1-00822

A.C., Mozione Antonione n. 1-00823

A.C., Mozione Misiti n. 1-00825

Allegato A Resoconto stenografico seduta Camera dei deputati 25 gennaio 2012 n. 576

 

A.S., Mozione Bonino ed altri n. 529

A.S., Mozione Poli Bortone ed altri n. 531

A.S., Mozione Bricolo ed altri n. 532

A.S., Mozione Belisario ed altri n. 533

A.S., Mozione Gasparri ed altri n. 534

Allegato A Resoconto stenografico seduta Senato della Repubblica 25 gennaio 2012 n. 663

 

Motivi della segnalazione

La Camera ed il Senato hanno approvato il 25 gennaio 2012 alcune mozioni di indirizzo al Governo sulla politica europea dell’Italia in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 30 gennaio 2012 nel corso del quale 25 dei 27 Paesi membri dell’Unione europea hanno poi raggiunto l’accordo politico per procedere alla stipula di un Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governancenell’unione economica e monetaria (c.d. fiscal compact), ritenuta dai Paesi stessi la risposta necessaria alla crisi finanziaria e dei debiti sovrani ed alla crisi economica ed occupazionale della zona euro che ne è derivata. 

I principali punti sui quali Camera e Senato hanno impegnato il Governo in vista dei negoziati per il nuovo Trattato possono così sintetizzarsi: a) assicurare la continuità tra le misure adottate nel pacchetto di atti normativi adottati nel 2011 volti a rafforzare la governance economica dell’Unione europea (c.d. six pack) ed il nuovo Trattato, in particolare per quanto riguarda gli obblighi di riduzione del debito eccessivo che devono tenere conto dell’andamento del ciclo economico e di altri fattori tra cui l’ammontare del debito pensionistico e del livello di risparmio privato; b) specificare il ruolo della Corte di giustizia dell’Unione europea in relazione al controllo dell’attuazione del principio della golden rule negli ordinamenti nazionali, evitando di dilatarlo in modo improprio; c) stabilire un giusto equilibrio fra la politica di riduzione del deficit e del debito, le politiche di stabilizzazione dell’euro e la politica per la crescita attraverso molteplici interventi, quali ad esempio l’aumento delle risorse del Fondo europeo di stabilità finanziaria e la rapida entrata in funzione dello European stability mechanism o l’attribuzione di un ruolo centrale della Banca centrale europea; d) appoggiare l’introduzione di una tassazione sulle transazioni finanziarie. Un profilo cruciale negli atti di indirizzo è rappresentato dall’impegno del Governo a porre contestualmente al centro della riflessione politica europea le politiche dello sviluppo e della crescita, considerando in tale ambito anche la possibile adozione di strumenti innovativi di finanziamento allo sviluppo, quali eurobond e project bond. Infine, il Governo si è impegnato ad informare in modo sistematico e tempestivo le Camere sulle nuove iniziative di politica europea, sulle misure legislative in materia di governance, sull’andamento del negoziato per il nuovo Trattato ed assumere posizioni coerenti con gli indirizzi parlamentari.

Nelle comunicazioni rese alla Camera ed al Senato il Presidente del Consiglio si è soffermato sui principali profili trattati nelle mozioni, sottolineando in primo luogo come la posizione del Governo in sede di negoziato sia volta innanzitutto all’obiettivo di perfezionare il sistema di disciplina delle finanze pubbliche, assicurando l’integrità e l’unitarietà del quadro istituzionale ed evitando vincoli più rigidi, anche dal punto di vista procedurale, o ulteriori sanzioni rispetto a quelle esistenti nel Patto di stabilità e crescita previste nel cosiddetto six pack. Quanto alla definizione di una batteria di firewall (ovvero degli strumenti di stabilizzazione), il Presidente del Consiglio ha chiarito come l’azione negoziale del Governo miri a dotare il Fondo europeo di salvataggio finanziario e il futuro Fondo europeo di stabilità di risorse adeguate e di un appropriato coordinamento reciproco (nel senso della addizionabilità delle risorse), nonché ad introdurre un sistema di governance per tali strumenti finanziari che permetta la loro effettiva mobilizzazione in caso di crisi. Tutto ciò dovrà essere accompagnato, come richiesto dal Parlamento, da una rifocalizzazione in sede comunitaria dell’attenzione sulle politiche della crescita, cercando così di completare un’agenda dove devono trovare sistemazione armonica e non contraddittoria, i fattori di disciplina e i fattori di crescita (cfr. A.C., XVI leg., res. sten., seduta n. 576, 25 gennaio 2012, p. 43 ss.; A.S., XVI leg., res. sten., seduta n. 663, 25 gennaio 2012, p. 36 ss.).

Si segnala peraltro come le posizioni dell’Italia abbiano trovato ampio accoglimento nelle decisioni assunte nel Consiglio europeo del 30 gennaio 2012, sia sul versante del contenuto del futuro Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell’unione economica e monetaria (cfr. la Comunicazione degli Stati membri della zona euro), sia sul versante delle politiche per la crescita (cfr. la Dichiarazione dei membri del Consiglio europeo 30 gennaio 2012, Verso un risanamento favorevole alla creazione di posti di lavoro).  

E.A.

Osservatorio sulle fonti

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