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Le procedure di raccordo con l'Unione europea: un bilancio in attivo, ma con qualche occasione persa

di Luca Bartolucci e Cristina Fasone

SOMMARIO: 1. Introduzione. I rapporti della Camera dei deputati con l’Unione europea dopo il Trattato di Lisbona: i rinvii della legge n. 234/2012 ai regolamenti parlamentari. - 2. Il necessario superamento delle procedure sperimentali anche attraverso una loro codificazione nel Regolamento. - 3. Le “novità” presenti e quelle mancanti nell’ipotesi di riforma del Regolamento. - 3.1 La trasmissione e l’esame dei documenti e delle proposte legislative europee e la lenta evoluzione del rapporto tra Parlamento e Governo. - 3.1.1. Gli atti di programmazione. - 3.1.2. La riserva di esame parlamentare. - 3.1.3. La consultazione delle Assemblee legislative regionali. - 3.2. Il controllo del principio di sussidiarietà e il (discutibile) “monopolio” in materia della XIV Commissione. - 3.3. Le audizioni in commissione. – 3.4. Le procedure “ignorate” perché “straordinarie e non fisiologiche” e il necessario (ma assente) raccordo con il Senato. – 3.5. Il “contributo attivo” dei Parlamenti nazionali al buon funzionamento dell’Unione e la mancata valorizzazione del c.d. “dialogo politico”. – 3.6. L’ingresso della legge di delegazione europea nel Regolamento della Camera e la “sessione europea”. – 4. Conclusioni. Una riforma poco coraggiosa sul fronte della partecipazione della Camera ai processi decisionali europei.

 

The essay provides a first assessment of the draft reform of the Italian Chamber of Deputies’ Rules of procedure from the point of view of the Chamber’s relationship with the European Union. The article argues that such reform has been very needed since the entry into force of the Treaty of Lisbon and even more after the enactment of Law no. 234/2012. However, so far the new prerogatives acquired by the Chamber of Deputies in the EU affairs have not led to the update of written rules of procedures, whereas the Committee on the Rules of procedure has stretched the interpretation of the existing rules as to provide experimental and provisional procedures in compliance with the new European and national legal framework; a practice that is criticized by the authors. After the two introductory sections, the article proceeds as follows: first, it analyses how the draft reform aims to regulate the implementation of the new information duties upon the executive, the scrutiny over the planning documents of the EU institutions, the parliamentary scrutiny reserve, and the consultation of the regional legislative assemblies, the latter option being only limitedly exploited by the reform. Secondly, the articles focuses on the design of the subsidiarity scrutiny in the Chamber and on committee hearings and highlights as questionable the choice to concentrate such a scrutiny only upon the Committee on EU Policies or on the Floor of the Chamber, upon request. In addition, objections are raised about the choice to disregard other crucial procedures in the draft reform, such as those on the revision of the EU Treaties and on the so-called ‘emergency brake’. Finally, the implementation of the new rules about the European legislative act of delegation (‘legge di delegazione europea’) and the European legislative act (‘legge europea’) is examined and compared to the practice of this first year of enforcement of Law no. 234/2012.

Osservatorio sulle fonti

Rivista telematica registrata presso il Tribunale di Firenze (decreto n. 5626 del 24 dicembre 2007). ISSN 2038-5633.

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